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le prestazioni e collaborazioni occasionali .....

A proposito di ricevuta per prestazione occasionale ai clienti abituali, ovvero quelli senza P.IVA.

A proposito di collaborazioni occasionali consentite solo a soggetti sostituti di imposta, ovvero dotati di P.IVA o enti. 

 

Collaborazione occasionale 2018: com'è cambiata dopo il Jobs Act?

La collaborazione occasionale con prestazione dell’attività non superiore a 30 giorni per lo stesso committente, compenso inferiore a 5000 euro all’anno ed obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS, e redditi assimilati al lavoro dipendente cd. mini cococo è stata abolita dal Jobs Act.

Pertanto a partire dal 25 giugno 2015, questo tipo di prestazioni insieme alle collaborazioni a progetto non possono essere più instaurate.

Per avvalersi di tali prestazioni a carattere saltuario, ora è possibile scegliere tra lavoro occasionale accessorio o lavoro autonomo occasionale, quest'ultimo basato su un rapporto di collaborazione occasionale genuina, ossia, non continuativa e coordinata dal committente, senza vincolo di durata, (quindi non valgono più i 30 giorni come limite massimo), con carattere episodico e senza inserimento del collaboratore nell'organizzazione dell’impresa e senza che vi sia l'iscrizione all’albo del collaboratore. 

In altre parole, dopo l'entrata in vigore del Jobs Act dal 25 giugno 2015 può essere utilizzata la prestazione occasionale come disposto dalla norma originaria, in vigore cioè prima della Legge Biagi, basata sull’art. 2222 del Codice Civile: contratto d’opera.

Per cui, si può parlare di contratto di prestazione occasionale d’opera nel caso in cui il soggetto, Lavoratoro autonomo provvisto di partita IVA, dietro corrispettivo pattuito tra le parti, si impegni a compiere un’opera o un servizio, attraverso il proprio lavoro e senza vincolo di subordinazione e di organizzazione da parte del committente, datore di lavoro, emetta una ricevuta di prestazione occasionale con ritenuta d'acconto al 20%.

Requisiti prestazione d’opera occasionale

  • Assenza di vincoli di orario;
  • Libertà nella scelta delle modalità tecniche di esecuzione del lavoro da parte del lavoratore;
  • Raggiungimento di un risultato;
  • Compenso determinato in funzione dell’opera eseguita o del servizio reso e privo pertanto del carattere della periodicità;
  • Assunzione del rischio economico da parte del lavoratore;
  • Unicità della prestazione: il lavoratore riceve un unico incarico, anche se l’assolvimento del medesimo richiede il compimento di una serie di atti in un certo arco temporale.

Contributi previdenziali da versare alla gestione separata Inps (per 2/3 a carico del committente) se il compenso annuo supera i 5000 euro, superata detta sogli sulla parte eccedente devono essere versati i contributi. Infatti, tale soglia di compenso massimo di 5000 euro l’anno, dovrebbe essere assunta come importo massimo che fa scattare l’obbligo di iscrizione alla gestione separata ed al versamento dei contributi. 

 Lavoro autonomo occasionale 2018:

Se la collaborazione occasionale ai sensi della Legge Biagi, è stata abolita, il lavoro occasionale autonomo dopo il Jobs Act viene non solo confermato ma anche esteso. Infatti, per tali prestazioni di lavoro autonomo occasionale, caratterizzate dalla mancanza di abitualità/continuità e di coordinamento da parte del committente con ritenuta d’acconto al 20% ed obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS se il reddito supera i 7000 euro l’anno, è stata ampliata, prevedendo che in presenza di prestazioni d’opera di impresa e professionali, è possibile per le aziende e professionisti continuare ad applicare il lavoro autonomo occasionale con ritenuta del 20%.

In questo caso, il lavoratore autonomo, rilascia al committente una ricevuta per la prestazione occasionale.

Per informazioni su prestazione occasionale 730 e Redditi ex Unico.

 Prestazione occasionale 2018 ricevuta ritenuta d'acconto modello fac simile:

Per la ricevuta prestazione occasionale 2018 lavoro autonomo, vi sono a disposizione numerosi esempi di modelli fac simile nei quali la ritenuta d’acconto pari al 20%, va indicata nel modello ricevuta prestazione occasionale, qualora la prestazione professionale sia svolta a favore di persone fisiche titolari di partita Iva o soggetti giuridici e va trattenuta dal calcolo della base imponibile.

Si ricorda che, la ritenuta del 20% va pagata da chi commissiona la prestazione, in quanto è il sostituto d’imposta che riceve la ricevuta prestazione occasionale e va versata tramite modello F24, con l’indicazione del codice tributo F24 Ritenuta Acconto Reddito Lavoro Autonomo, come anticipo di tassazione per conto del professionista.

Riassumendo, il professionista, lavoratore autonomo o azienda che esegue un’attività lavorativa saltuariamente per un altro soggetto persona fisica con Partita IVA o soggetto giuridico, deve rilasciare al committente la ricevuta di prestazione occasionale con ritenuta d’acconto.