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6 agosto Breve aggiornamento sul bonus di 1.000 €

Breve aggiornamento sul bonus di 1.000 € per il mese di maggio.

Cari soci, spero di non annoiarvi inviando a tutti un aggiornamento viste le numerose richieste ricevute.

  1. Si può ancora chiedere (entro i 60 giorni dalla apertura delle richieste del 19 giugno) per alcuni giorni con le modalità già illustrare nella mail del 20 giugno seguendo le istruzioni.
  2. In relazione alle osservazioni riportate nella mail del 20 giugno facciamo alcune precisazioni, ovvero che non è possibile richiedere il bonus se i fatturati del bimestre considerato (marzo-aprile 2019 rispetto marzo-aprile 2020) non sono confrontabili (per assenza di fatturato nel 2019 per apertura della p.iva successiva, per fatturato 0 nel bimestre 2029 ecc.).

Restano gli altri dubbi non chiariti dalle circolari successive (che per lo più trattano del “fondo perduto” che non riguarda noi e non il “bonus” che ci riguarda).

 

P.S. Alcuni soci ci segnalano ancora situazioni relative al ritardo dell’iscrizione alla Gestione Separata dell’Inps; per loro riportiamo un riepilogo delle modalità previste per ottenerli.

Riepilogo bonus e contributi a fondo perduto: professionisti con partita iva gestione separata INPS

professionisti titolari di partita iva, iscritti alla gestione separata INPS, sono stati invece beneficiari del bonus previsto dall’art. 27 del d.l 18/2020 confermato dal d.l 34/2020, ed hanno quindi percepito una indennità pari a 600 euro per il mese di marzo, e nel caso in cui non vi fossero state problematiche si sono visti accreditare automaticamente una cifra pari alla precedente sul conto corrente per il mese di aprile.

Una delle problematiche più diffuse legata a questa particolare categoria di soggetti economici è stata quella della mancata iscrizione in gestione separata di professionisti che avevano però iniziato l’attività regolarmente prima del termine ultimo previsto dal decreto (23 febbraio 2020).

L’Inps ha così implementato una procedura di risoluzione di tali questioni, le quali avevano inevitabilmente portato alla sospensione di numerose domande invece valide.

La circolare INPS del 6 giugno 2020 riporta le seguenti indicazioni:

  • se il professionista aveva aperto la partita iva prima del 2019, e risultava essere iscritto dopo il 23 febbraio 2020 ovviamente con effetto retroattivo, al fine di poter ammettere la validità dell’istanza di riesame, deve aver regolarmente compilato il quadro RR- Sezione II della dichiarazione dei redditi relativa agli anni successivi all’inizio dell’attività;
  • per coloro che, invece, avevano iniziato l’attività nel corso dell’anno di imposta 2019, con tempestiva comunicazione all’Agenzia delle Entrate, dal momento che non sono ancora decorsi i termini per gli adempimenti fiscali e contributivi da parte del professionista, il pagamento del bonus è riconosciuto in presenza di iscrizione alla Gestione Separata pervenuta all’Istituto in un periodo successivo al 23 febbraio 2020, purché il beneficiario alleghi all’istanza di riesame la ricevuta della comunicazione di inizio attività (modello AA9) dalla quale risulti l’inizio dell’attività antecedente al 23 febbraio 2020.

Al bonus di Maggio previsto dall’art. 38 del d.l 34/2020 possono accedere anche i liberi professionisti titolari di una partita IVA attiva alla data di entrata in vigore del presente decreto Rilancio (19 maggio 2020), iscritti alla Gestione separata non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito una comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019.

Quindi tali soggetti nel caso in cui possano dimostrare tale calo del fatturato possono beneficiare di tale indennità, dovendo però entrare nuovamente nel loro profilo “MY INPS” e ripresentare la domanda.

16 luglio Ultime notizie sul bonus 1.000€ di maggio

Ultime notizie sul bonus 1.000€ di maggio

Cari soci, dopo l’invio delle comunicazioni del 15 e 20 giugno che riportavano la procedura per la richiesta dei 1.000 € di bonus per maggio, avevamo risposto a quanti segnalavano dubbi che ulteriori informazioni sarebbero state disponibili grazie ad una circolare dell’Inps annunciata nel decreto “rilancio”. La circolare n° 80 è uscita il 7 luglio ma non aggiunge informazioni utili.

Per cui ribadiamo quanto già scritto, ovvero che:

  1.  Il bonus 1000 euro, per il mese di maggio 2020 previsto nel Decreto Rilancio, è riservato a chi è in possesso di precisi requisiti. In particolare:
  • Liberi professionisti titolari di una partita IVA attiva alla data di entrata in vigore del presente decreto Rilancio (19 maggio 2020),
  • iscritti alla Gestione separata
  • non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie,
  • che abbiano subito una comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019;

Il bonus non è cumulabile con gli altri sostegni e prestazioni previdenziali salvo l'assegno ordinario di invalidità.

Reddito di cittadinanza: Chi appartiene ad un nucleo familiare percettore del reddito di cittadinanza non potrà fare domanda per il bonus INPS di 600 euro di aprile e 1.000 euro a maggio. Il decreto n. 34/2020 prevede però il diritto ad un’integrazione dell’importo erogato mensilmente, per due mesi.

Quindi, se siete in questa situazione non fate la domanda per il bonus perché è prevista una integrazione del reddito di cittadinanza a 600 € per aprile e a 1.000€ per maggio (in caso di calo del 33% delle entrate). Per esempio se il RdC percepito è di 250 € si potranno ricevere 350 € in più per aprile e 750 € in più per maggio.

I lavoratori appartenenti a nuclei familiari beneficiari del reddito di cittadinanza dovranno presentare domanda INPS. Le istruzioni operative ancora non ci sono, ma si suppone che bisognerà autocertificare che l’importo del reddito di cittadinanza riconosciuto è inferiore al bonus di 600 o 1.000 euro.

I molti dubbi non chiariti: entriamo nei particolari proponendo alcune riflessioni:

  1. la data

il Decreto “rilancio” riporta: a favore dei liberi professionisti titolari di partita IVA attiva alla data del 19 maggio 2020.

Questo requisito può essere interpretato

  • sia come limitazione, quindi escludendo coloro che hanno chiuso la p.iva prima del 19 maggio,
  • ma anche come estensione, ovvero includendo nel provvedimento anche coloro che hanno aperto la p.iva prima del 19 maggio (quindi anche dopo il 23 febbraio preso come riferimento per l’accesso ai bonus di 600 € di marzo e aprile).
  •  
  1. Il calo del 33%

Ma nel secondo caso e in generale per tutti coloro che avendo aperto la p.iva nel 2020 (o dopo aprile 2019) non sono in grado di confrontare i redditi del 2° bimestre 2020 con quelli del 2° bimestre 2019 è possibile richiedere il bonus 1.000 € per maggio?

Alcuni ritengono che tutti questi professionisti siano esclusi ma servirebbe una circolare esplicativa perché il requisito posto “partita IVA attiva alla data del 19 maggio 2020” non sembrerebbe escluderli.

Sembrerebbe escluderli il requisito “abbiano subito una comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019”;

Ma si potrebbe obiettare che se nel 2019 il fatturato è stato 0 e nel 2020 ancora 0, essendo il 33% di 0 risulta essere 0, quindi il requisito contabilmente è rispettato.

  1. Reddito o fatturato?

Ma il fatto che il decreto non parli di “fatturato” ma di “reddito” includendo altre fonti come va interpretato? Se un professionista ha come unico reddito il fatturato da p.iva forfetaria la situazione è chiara ma se ha anche altre fonti di reddito (affitti, dividendi ecc.)?

Per questo avevamo consigliato di attendere la circolare Inps sperando che entrasse nel merito ma la circolare 80 non chiarisce nulla.

  1. Quali controlli?

Come si può verificare il confronto tra i 2 bimestri per un professionista che abbia solo la p.iva forfettaria? “il reddito è individuato secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese effettivamente sostenute nel periodo interessato e nell’esercizio dell’attività, comprese le eventuali quote di ammortamento”. Ma spese sostenute e ammortamento non sono rilevanti per le p.iva forfetarie per cui si tratterebbe solo di confrontare le entrate (non le fatture) di cassa nei 2 bimestri e verificare il calo del 33%.

Ma come fa l’Agenzia delle Entrate a verificare le entrate del bimestre marzo-aprile del 2019 confrontandoli con quelli del 2020 in assenza di registrazioni in corso d’anno? Per capirci, se un professionista spostasse alcune fatture dal febbraio a marzo 2019 per alzare il reddito 2019 che verifiche potrebbe fare l’AdE?

L’unico modo che mi viene in mente è la verifica del CC bancario o postale del professionista (per cassa appunto) ma dal momento che in genere le fatture nel ns. settore sono di importi di qualche decina di euro e per lo più pagate per contanti…. Chi potrebbe controllare se il professionista che ha dichiarato a fine anno 2019 un fatturato di 18.000 € riportasse una parte consistente del fatturato di altri mesi al bimestre marzo-aprile 2019 per alzare il fatturato in quei mesi?

Sono questi i dubbi che restano aperti e che la circolare Inps non ha dissipato; personalmente credo che difficilmente l’ AdE e poi l’Inps sarebbe in grado di fare verifiche efficaci sui milioni di domande presentate; forse potrebbero fare verifiche a campione… ma con scarso effetto deterrente.

 

Molti dubbi restano ma la scelta se fare o non fare la domanda spetta a voi.

Molti soci l’hanno fatta e molti hanno già ricevuto i 1.000€.

Se decidete di farla vi segnalo le istruzioni già inviate.

Se esce una nuova circolare vi teniamo informati.

Claudio Parolin

no contributo a fondo perduto, si al bonus 1.000 €

15 giugno Cari soci, non è per noi il contributo a fondo perduto da richiedere da oggi 15 giugno all’ Agenzia delle Entrate.

Le notizie imprecise di radio, TV e giornali hanno creato parecchia confusione in relazione alle somme rese disponibili dal D.L. 34 “rilancio” del 19.04.2020.

Attenzione!

No    NON riguarda noi il contributo a fondo perduto previsto dall’art. 25 di 1.000 € (minimo) destinato a piccoli imprenditori, artigiani, e commercianti che si può richiedere da oggi 15 giugno (e nei i prossimi 60 giorni) alla Agenzia delle Entrate.

SI    Riguarda invece i professionisti del settore DBN la indennità per il mese di maggio 2020 pari a 1.000 € prevista dall’art.84 che sarà da richiedere all’INPS (ma bisogna aspettare le modalità)

Insomma quelli che hanno preso i 600€ a marzo/aprile devono aspettare le indicazioni dell’Inps per presentare la domanda.

Chi ne ha diritto?

Quelli stessi che avevano diritto al bonus di marzo e aprile e che autocertificheranno di aver avuto un calo del reddito di almeno un terzo nel bimestre marzo-aprile 2020 rispetto lo stesso bimestre del 2019.

Come si calcolerà il calo del reddito?

Potremmo fare varie considerazioni e ipotesi ma conviene aspettare le indicazioni dell’ Inps per avere riferimenti più solidi.

State tranquilli! Come vi abbiamo supportato per la richiesta dei bonus di marzo e aprile, vi daremo indicazioni chiare appena saranno disponibili.

Per dare una visione panoramica dei provvedimenti vedi la tabella pubblica sul sito con l’art. 84 (che ci riguarda) del D.L 34 “rilancio” del 19 maggio

A presto

Claudio Parolin

P.S. Se hai già la polizza Responsabilità Civile del Movimento puoi lavorare sereno nel rispetto delle cautele prescritte. E se sbagli in buona fede òa polizza Tutela Legale ti copre tutte le spese-

 

20 giugno    Cari soci, ci siamo:

Da ieri, 19 giugno, per 60 giorni, è possibile fare domanda per la nuova tranche del bonus da 1.000 euro per i liberi professionisti con partita IVA forfetaria ed altre categorie ammesse all’indennità del decreto Rilancio (art.84)

Al momento manca una circolare o messaggio ufficiale che, tra l’altro, dovrà fornire le istruzioni nel dettaglio per fare domanda per il bonus di maggio. In attesa della circolare ufficiale INPS, vediamo comunque come richiedere il bonus per il mese di maggio.

Abbiamo provato ad inserire la domanda per il nuovo bonus INPS, e di seguito vedremo come fare passo per passo.

Trovate la procedura sul sito del Movimento  

È una procedura molto semplice e sicuramente potete svolgerla da soli. Se poi avete difficoltà segnalatecelo.

Claudio Parolin

 

P.S. se avete ancora dubbi rispetto le riaperture e le modalità per riprrendere il lavoro vi segnaliamo nuovamente sul sito:

la comunicazione del 15 maggio in cui affermavamo:

ma sì che si può LAVORARE! Con le giuste cautele

la comunicazione del 2 giugno in cui confermavamo:

confermiamo che si può lavorare con le dbn... nuove disposizioni

la comunicazione del 6 giugno in cui entravamo nel merito di:

possiamo riprendere i corsi ?

per poter lavorare con le giuste cautele......

Ma in ogni caso con la polizza Responsabilità Civile Terzi e Professionale e la polizza Tutela Legale avete il massimo di protezione possibile.
per maggior sicurezza abbiamo anche stipulato una Convenzione Legale con un ottimo studio di avvocati esperto nel nostro settore che vi potrà fornire una consulenza legale qualifica a e gratuita.

possiamo riprendere i corsi ?

Cari soci, dopo la comunicazione del 15 maggio in cui affermavamo:

ma sì che si può LAVORARE! Con le giuste cautele

e la comunicazione del 2 giugno in cui confermavamo:

confermiamo che si può lavorare con le dbn... nuove disposizioni

oggi approfondiamo:

Corsi di formazione e gestione di attività di gruppo

Si possono riprendere i corsi e le attività di gruppo in presenza (yoga, tai chi, danza creativa/biodanza ecc.) ?

Anche quelle che richiedono un contatto fisico ?

Non dobbiamo mai dimenticare un fondamento dello stato di diritto:

a)    Tutto ciò che non espressamente vietato è permesso

b)    Tutto ciò che non è definito/citato/nominato non è espressamente vietato.

c)    Prudenzialmente, in assenza di riferimenti precisi, si può procedere per analogia mutuando indicazioni dalle situazioni simili. (come affermato nel d.c.p.m.17 maggio “nel settore di riferimento o in settori analoghi”)

d)    Resta comunque importante attenersi al principio di massima cautela ma senza lasciarsi paralizzare da soverchie paure o immotivati “presunti” divieti

 

Attenzione: Riportiamo in fondo un chiarimento per comprendere la validità delle indicazioni esaminate alla luce dell’intreccio tra il d.p.c.m. del 17 maggio che sospendeva le attività in oggetto (vedi comunicazione del 28.04) e le ordinanze regionali; in particolare:

Lombardia Ordinanza n. 555 del 29.05.2020 che prendiamo a riferimento ma anche

Veneto Ordinanza n. 50 del 23.05 (privilegia l’uso delle mani disinfettate ai guanti) nota*

Emilia Romagna Atto del Presidente n. 85 del 25.05. (particolarmente dettagliato)

Tutte riprendono le Linee Guida concordate dalla Conferenza delle Regioni del 22.05 e condivise con il governo. 

Tutti questi provvedimenti regionali prevedono la ripresa delle attività formative e delle attività culturali (adottando le cautele sotto illustrate) e, ovviamente visti gli accordi

non sono state impugnate dal governo.

Prendiamo a riferimento l’ordinanza 555 del 29.05 della Regione Lombardia, la regione più colpita dal virus quindi presumibilmente più prudente.

Controllate le ordinanze delle vostre regioni e, se trovate differenze significative, segnalatecele per poterle divulgare e condividere con tutti.    

Visto che:

1) l’attività formativa nel nostro settore è erogata da enti strutturati in varie forme (associative e imprenditoriali)

2) che le cautele dettate dall’ordinanza si rivelano idonee anche alla gestione delle attività culturali/ricreative e quindi dei piccoli gruppi (yoga, tai chi, danza creativa/biodanza ecc.)

In molti casi le disposizioni per la formazione professionale e quelle per l’attività dei centri culturali sono sovrapponibili.

Cercheremo per una leggibilità più semplice, di unificare le cautele obbligatorie e consigliate, segnalando le eventuali differenziazioni.

 

Settori presi in considerazione:

1.    TIROCINI E FORMAZIONE PROFESSIONALE

E’ consentita ai soggetti pubblici e privati che erogano attività di formazione, la possibilità di realizzare in presenza le attività formative non esercitabili a distanza, nonché gli esami finali e le attività di verifica, accompagnamento, tutoraggio e orientamento da svolgersi in presenza, previa organizzazione degli spazi tale da ridurre al massimo il rischio di prossimità e di aggregazione, e a condizione che vengano adottate le misure organizzative di prevenzione e protezione previste dalla scheda “Formazione Professionale” di cui all’allegato 1 della presente Ordinanza.

Per quello che può interessare le DBN:

• percorsi di formazione e attività di orientamento per l’inserimento e il reinserimento lavorativo degli adulti;

• percorsi di educazione degli adulti e formazione permanente;

• percorsi di formazione regolamentata;

• percorsi di formazione continua;

Per i tirocinanti che svolgono attività formativa presso terzi, si applicano le disposizioni/protocolli della struttura/azienda ospitante.

 2.    CIRCOLI CULTURALI E RICREATIVI

CIRCOLI CULTURALI E RICREATIVI Le presenti indicazioni si applicano ai luoghi di ritrovo di associazioni culturali, circoli ricreativi, club, centri di aggregazione sociale, università del tempo libero e della terza età.

Affiancando le due normative (laddove danno indicazioni sostanzialmente uguali o analoghe) si ottiene una panoramica di cautele che possono coprire tutte le casistiche relative alle attività di gruppo nel settore DBN

Disposizioni generali per tutte le attività

Laddove gli obblighi si differenziano abbiamo evidenziato in

giallo quelli relativi alla formazione e

in verde quelli relativi alle attività culturali/ricreative.

 

1) Rilevazione della temperatura corporea sui luoghi di lavoro

a) Deve essere rilevata prima dell’accesso al luogo di lavoro la temperatura corporea del personale, La rilevazione della temperatura corporea è obbligatoria anche per gli utenti

b) Si raccomanda fortemente la rilevazione della temperatura anche nei confronti dei clienti/utenti, prima dell’accesso. Non è obbligatoria per le attività di gruppo culturali/ricreative

Ma meglio essere prudenti e far compilare preventivamente la scheda pubblicata sul sito

Se la temperatura risulta superiore ai 37,5°, non sarà consentito l'accesso o la permanenza ai luoghi di lavoro al lavoratore che sarà quindi posto momentaneamente in isolamento con relativa segnalazione alle autorità sanitarie. Se durante l’attività il lavoratore dovesse manifestare i sintomi di infezione respiratoria da COVID-19 (es. febbre, tosse, raffreddore, congiuntivite) sarà posto in isolamento e segnalato alle autorità sanitarie.

2) Predisporre l’informazione anche per gli utenti di altra nazionalità

■ Predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione adottate dalla singola organizzazione, comprensibile anche per gli utenti di altra nazionalità.

3) ricambio d’aria (testo identico per i due settori)

■ Favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni. In ragione dell’affollamento e del tempo di permanenza degli occupanti, dovrà essere verificata l’efficacia degli impianti al fine di garantire l’adeguatezza delle portate di aria esterna secondo le normative vigenti. In ogni caso, l’affollamento deve essere correlato alle portate effettive di aria esterna. Per gli impianti di condizionamento …. è obbligatorio, se tecnicamente possibile, escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria….. Nei servizi igienici va mantenuto in funzione continuata l’estrattore d’aria.

4) registrare le presenze

Registrazione scrupolosa delle presenze, anche per consentire alle strutture sanitarie competenti di individuare eventuali contatti

Mantenere un registro delle presenze giornaliere da conservare per una durata di 14 giorni, garantendo il rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali.

5) disponibilità di disinfettanti

Rendere disponibili a utenti e personale prodotti igienizzanti per l’igiene delle mani per utenti e personale anche in più punti degli spazi dedicati all’attività, in particolare all’entrata e in prossimità dei servizi igienici, e promuoverne l’utilizzo frequente.

È necessario mettere a disposizione degli utenti e degli addetti distributori di soluzioni disinfettanti per le mani da dislocare in più punti, in particolare vicino agli ingressi delle stanze. Si ricorda che i guanti non sostituiscono la corretta igiene delle mani e devono essere cambiati frequentemente …..

6) preferire le attività all’aria aperta

Laddove possibile, con particolare riferimento alle esercitazioni pratiche, privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni.

Privilegiare, laddove possibile, lo svolgimento di attività all’aria aperta, garantendo comunque il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale.

7) Garantire gli spazi

Gli spazi destinati all’attività d’aula devono essere organizzati in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti; tale distanza può essere ridotta solo ricorrendo a barriere fisiche adeguate a prevenire il contagio tramite droplet. ■ Le postazioni dedicate al ricevimento degli utenti possono essere dotate di barriere fisiche (es. schermi).  ■ La disposizione dei posti a sedere dovrà garantire il rispetto della distanza interpersonale di almeno 1 metro.

Riorganizzare gli spazi, i percorsi e il programma di attività in modo da assicurare il mantenimento della distanza interpersonale di almeno 1 metro (2 metri in caso di attività fisica). Sono fatte salve le eccezioni previste dalle normative vigenti, la cui applicazione afferisce alla responsabilità dei singoli. Potrà essere valutata una diminuzione della capienza massima dei locali.

8) formare gruppi (possibilmente piccoli) omogenei formati sempre dalle stesse persone

Privilegiare, laddove possibile, l’organizzazione delle attività in gruppi il più possibile omogenei (es. utenti frequentanti il medesimo intervento; utenti della stessa azienda) e solo in subordine organizzare attività per gruppo promiscui

Privilegiare attività a piccoli gruppi di persone, garantendo sempre il rispetto della distanza interpersonale anche durante le attività di tipo ludico. Per le attività che prevedono la condivisione di oggetti (es. giochi da tavolo, biliardo, bocce), adottare modalità organizzative tali da ridurre il numero di persone che manipolano gli stessi oggetti, ad esempio predisponendo turni di gioco e squadre a composizione fissa, e obbligare comunque all’uso della mascherina e alla disinfezione delle mani prima di ogni nuovo gioco. In ogni caso, i piani di lavoro, i tavoli da gioco e ogni oggetto fornito in uso agli utenti devono essere disinfettati prima e dopo ciascun turno di utilizzo. È vietato l’utilizzo di strumenti di gioco per i quali non è possibile una disinfezione ad ogni turno (es. carte da gioco).

9) mascherine obbligatorie

Tutti gli utenti (docenti, discenti, tutor d’aula ecc.), considerata la condivisione prolungata del medesimo ambiente, dovranno indossare la mascherina a protezione delle vie respiratorie per tutta la durata delle attività e procedere ad una frequente igiene delle mani con prodotti igienizzanti. Nel caso dei docenti, è possibile fare ricorso ad una visiera trasparente. Resta inteso che nelle attività pratiche dovranno essere utilizzati, se previsti, gli ordinari dispositivi di protezione individuale associati ai rischi della singola attività.

L’utilizzo di mascherine a protezione delle vie respiratorie è obbligatorio, fatte salve le eccezioni previste dalle disposizioni vigenti

10) pulizie e disinfezioni

Gli strumenti utilizzati nella formazione pratica dovranno essere puliti e disinfettati ad ogni cambio di utente; in ogni caso andrà garantita una adeguata disinfezione ad ogni fine giornata. Qualora la specifica attività preveda l’utilizzo frequente e condiviso da parte di più soggetti (a titolo esemplificativo nel caso di aule informatiche, cucine industriali, laboratori e relative attrezzature specifiche), sarà necessario procedere alla pulizia e disinfezione frequente delle mani o dei guanti; Dovrà essere garantita la regolare pulizia e disinfezione degli ambienti, in ogni caso al termine di ogni attività di un gruppo di utenti, con particolare attenzione alle superfici più frequentemente toccate, ai servizi igienici e alle parti comuni (es. aree ristoro, tastiere dei distributori automatici ecc.)

 ■ Garantire la frequente pulizia di tutti gli ambienti e con regolare disinfezione delle superfici toccate con maggiore frequenza (es. banchi, tavoli, piani d’appoggio, corrimano, interruttori della luce, pulsanti, maniglie di porte e finestre, attrezzature, giochi, servizi igienici, docce, spogliatoi ecc.).

 

Considerazioni: da quanto evidenziato dall’esame delle cautele prescritte nelle attività dei 2 settori considerati appare evidente che per quanto riguarda i punti da 1) a 6) si tratta di precauzioni generali da adottare in ogni ambito di attività. E non pongono vincoli insuperabili allo svolgimento di lezioni e pratiche di gruppo a parte la rimodulazione degli spazi (con la preferenza per l’utilizzo di pratiche all’aria aperta).

Per quanto riguarda invece i punti da 7) a 11) è evidente che l’estensore delle norme non ha preso in considerazione le esercitazioni pratiche in coppia caratterizzanti alcune nostre discipline.

Ma ciò non significa che siano escluse.

Considerato che le stesse pratiche sono consentite in ambito professionale, con le dovute cautele, non si vedono motivi per cui possano essere escluse in ambito di tirocinio, in ambito di formazione e in ambito culturale/ricreativo.

Riprendiamo un passaggio del testo pubblicato il 2 giugno (vedi sito)

■ E’ consentito praticare massaggi senza guanti, purché l’operatore prima e dopo ogni cliente proceda al lavaggio e alla disinfezione delle mani e dell’avambraccio e comunque, durante il massaggio, non si tocchi mai viso, naso, bocca e occhi.

Riprendiamo anche una prescrizione dell’ordinanza in esame riferita al tirocinio:

■ Per i tirocinanti che svolgono attività formativa presso terzi, si applicano le disposizioni/protocolli della struttura/azienda ospitante. (n.d.r. che nel nostro caso può essere solo un centro massaggi o un centro benessere o uno stabilimento termale ecc. in cui “è consentito praticare massaggi senza guanti, in coppia ecc.)

Per cui si possono realizzare pratiche manuali (massaggi ayurvedici, shiatsu, tuina, riflessologia, ecc.) in ambito di attività lavorativa e tirocinio ma non nelle esercitazioni in ambito formativo e/o ricreativo/culturale?

Una simile distinzione ci sembra immotivata e improponibile;

Per cui a nostro parere le tecniche manuali che si possono attuare con le cautele evidenziate nel testo segnalato per le attività di servizi alla persona unitamente alle raccomandazioni evidenziate in questo testo:

a) possibilmente piccoli gruppi omogenei come segnalato al punto 8) (meglio ancora coppie fisse);

b) pulizia e disinfezione frequente delle mani – gli strumenti utilizzati nella formazione pratica citati al punto 10);

c) per le attività che prevedono l’utilizzo degli stessi oggetti del punto 8); mantenere l’uso degli stessi lettini/futon, uso di neckroll, coperte e lenzuolini personali con frequenti ricambi disinfezioni e lavaggi ecc.

d) mascherine obbligatorie salvo che sia incompatibile con lo specifico servizio come prescritto per l’attività professionale

In sintesi integrando le cautele previste in questo testo alle cautele previste per l’attività di servizio alla persona.

 

Il pasticcio delle sovrapposizioni tra d.p.c.m. e le ordinanze regionali:

il d.p.c.m. del 17.05 stabiliva la sospensione dei corsi professionali e delle attività collettive fino al 14 giugno. Ma lo stesso decreto in pratica adottava (allegato 17) le disposizioni dettate dalla Conferenza delle Regioni per disciplinare le stesse attività. Quindi disposizioni dettate dalle regioni che assumevano valore di decreto governativo. Ora molte ordinanze regionali aprendo alle attività di formazione, culturali e ricreative consentendole.

Sembra che, dopo i confronti frenetici tra il governo e regioni intercorsi tra il 17 e il 19 maggio sfociati nell’accoglimento come allegato del d.c.p.m. delle modalità di riapertura dettate dalla Conferenza delle Regioni, il governo abbia lasciato campo libero ai provvedimenti regionali pur senza che ci risulti un atto formale.

Quindi dobbiamo attendere il 14 giugno per la decadenza degli effetti delle norme restrittive o possiamo muoverci con le misure allargate dettate dalle regioni? Il fatto che il governo non abbia impugnato le ordinanze regionali suona come un via libera all’allargamento delle norme.

*Allegato 1 all’Ordinanza Veneto n. 50 del 23 maggio 2020

A tal proposito, relativamente all’utilizzo dei guanti monouso, in considerazione del rischio aggiuntivo derivante da un loro errato impiego, si ritiene di privilegiare la rigorosa e frequente igiene delle mani con acqua e sapone o soluzione idro-alcolica, sia per clienti/visitatori/utenti, sia per i lavoratori (fatti salvi, per questi ultimi, tutti i casi di rischio specifico associato alla mansione).

A voi la valutazione.

In ogni caso il d.c.p.m. scade il 14 giugno.

 

P.S. Le nostre coperture assicurative Responsabilità Civile Professionale e Tutela Legale ci coprono per tutte le eventualità anche per quel che riguarda la pandemia.

confermiamo! si può lavorare

Cari soci, confermiamo, si può continuare a lavorare con le consulenze e con i trattamenti

Già il 18 maggio abbiamo inviato una comunicazione dal titolo

MA SI’ CHE SI PUO’ LAVORARE! CON LE GIUSTE CAUTELE.

E illustravamo le disposizioni emanate dalla Conferenza delle Regioni allegate al d.c.p.m. del 17/05 con validità fino al 14 giugno

Oggi confermiamo: con le cautele aggiornate dalle ordinanze regionali si può continuare a lavorare con i trattamenti e le consulenze.

Non dobbiamo mai dimenticare un fondamento dello stato di diritto:

a)    Tutto ciò che non espressamente vietato è permesso

b)    Tutto ciò che non è definito/citato/nominato non è espressamente vietato.

c)    Prudenzialmente, in assenza di riferimenti precisi, si può procedere per analogia mutuando indicazioni dalle situazioni simili. (come affermato nel d.c.p.m.17 maggio “nel settore di riferimento o in settori analoghi”)

d)    Resta comunque importante attenersi al principio di massima cautela ma senza lasciarsi paralizzare da soverchie paure o immotivati “presunti” divieti

 

Gli operatori/consulenti olistici si occupano di servizi alla persona in diverse modalità:

a) Senza contatto con il cliente; vedi punti 1, 2, 3, 4, 5, 6, 14, 15, 16

b)    Con contatto con il cliente; vedi tutti i punti da 1 a 16

c)    Con attività collettive (corsi o pratiche di gruppo); segue altra mail

Molti ci hanno chiesto chiarimento rispetto ai servizi resi a domicilio (ovvero a casa del cliente).

Nessuna disposizione compare nei decreti o nelle ordinanze per cui rifaremmo ai principi sopra esposti (tutto ciò che non è espressamente vietato è permesso).

Rispettando le cautele sotto ricordate applicate con prudenza e buon senso.
Nei dcpm e nelle ordinanze ricorrono espressioni come “laddove possibile..... salvo che sia incompatibile con lo specifico servizio....... è fortemente raccomandato…).
Le istituzioni si fidano del nostro buon senso nell’applicare le cautele, e del resto il principio base delle dbn è il rispetto per la persona.
Pensiamo non sia impossibile, con la collaborazione dei clienti, rispettare le disposizioni sotto elencate.

 

avvertenza:

I decreti (26.04 e 17.05) trattano genericamente di settore delle attività inerenti servizi alla persona (ateco 96.0); anche le ordinanze fanno riferimento al settore “Attività di Servizi per la persona” codice 96.0 a cui gli operatori/consulenti DBN/olistici risultano iscritti nella maggioranza dei casi (per la precisione 96.09.09). Per poter fare una analisi sensata sono necessarie spiegazioni in riferimento ai codici ATECO che ricomprendono nello stesso codice 96.0 attività molto diverse quali imprese, artigiani, professionisti (dalle lavanderie ai parrucchieri, dalle pompe funebri agli operatori shiatsu) (vedi sul sito una analisi più approfondita)

 

Quindi:

a) Fermo restando che le attività inerenti ai servizi alle persone sono consentite (d.c.p.m. del 17.05) adottando le cautele approvate dalla Conferenza delle Regioni riportate nell’allegato 17 del d.c.p.m. stesso, salvo modifiche apportate da ordinanze regionali successive,

b) Che la Regione Lombardia, maggiormente colpita dal virus, ha emanato nuove disposizioni (ordinanza 555 del 29.05) che assumiamo come riferimento in questo testo

c) Salvo (improbabili) precauzioni più restrittive adottate da altre regioni sul loro territorio (ne abbiamo esaminate alcune che riproducono le stesse cautele, ma nel caso ce ne fossero nella vostra regione segnalatecele che le divulghiamo)

Disposizioni generali per tutte le attività

1.2 Attività economiche commerciali, artigianali e di servizi

Rilevazione della temperatura corporea sui luoghi di lavoro

a) Deve essere rilevata prima dell’accesso al luogo di lavoro la temperatura corporea del personale,

b) Si raccomanda fortemente la rilevazione della temperatura anche nei confronti dei clienti/utenti, prima dell’accesso.

Quindi sussiste l’obbligo per i dipendenti e collaboratori, non sussiste per i clienti.

Ma meglio essere prudenti e far compilare preventivamente la scheda pubblicata sul sito

 

Disposizioni specifiche per le attività di servizi alla persona

 ● Acconciatori, estetisti, tatuatori e piercers, centri massaggi e centri abbronzatura

SERVIZI ALLA PERSONA (acconciatori, estetisti, tatuatori e piercers, centri abbronzatura e centri massaggi) Le presenti indicazioni si applicano ad acconciatori, barbieri e parrucchieri, centri estetici, istituti di bellezza, servizi di manicure e pedicure, centri tatuaggi e piercing, centri abbronzatura, centri massaggi. 

Hanno dimenticato i liberi professionisti dbn che però possono lavorare in base al d.p.c.m. quindi mutuando le stesse indicazioni per analogia…

1. ■ Predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione.                              

2. ■ Consentire l’accesso dei clienti solo tramite prenotazione, mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 gg. garantendo il rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali.               

3. ■ Prima dell’accesso al luogo di lavoro deve essere rilevata la temperatura corporea del personale e, se superiore ai 37,5°, non sarà consentito l'accesso o la permanenza ai luoghi di lavoro al lavoratore … omissis … La rilevazione della temperatura corporea è fortemente raccomandata anche per i clienti.                  personale No clienti (vedi sopra)

4. ■ La permanenza dei clienti all’interno dei locali è consentita limitatamente al tempo indispensabile all’erogazione del servizio o trattamento. Consentire la presenza contemporanea di un numero limitato di clienti in base alla capienza del locale. Riorganizzare gli spazi, per quanto possibile in ragione delle condizioni logistiche e strutturali, per assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione sia tra le singole postazioni di lavoro sia tra i clienti. 

5. ■ L’area di lavoro, laddove possibile, può essere delimitata da barriere fisiche adeguate a prevenire il contagio tramite droplet.                                                                             , laddove possibile

6. ■ Nelle aree del locale, mettere a disposizione prodotti igienizzanti per l’igiene delle mani dei clienti e degli operatori, con la raccomandazione di procedere ad una frequente igiene delle mani. Eliminare la disponibilità di riviste e materiale informativo di uso promiscuo.                                                 

7. ■ Nei centri massaggi …… organizzare gli spazi e le attività nelle aree spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze di almeno 1 metro ……. In tutti gli spogliatoi o negli spazi dedicati al cambio, gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti dentro la borsa personale, anche qualora depositati negli appositi armadietti; si raccomanda di non consentire l’uso promiscuo degli armadietti e di mettere a disposizione sacchetti per riporre i propri effetti personali.                                                                                        

8. ■ Nei locali in cui sono collocati lettini per il “massaggio per la coppia” regolamentare la disposizione dei lettini in modo da garantire il mantenimento costante della distanza interpersonale di almeno 1 metro sia tra i clienti che tra il personale durante tutte le attività erogate. Le attrezzature vanno disinfettate ad ogni cambio di persona. In ogni caso, la disinfezione deve essere garantita a fine giornata                                                   

9. ■ Il cliente deve utilizzare mascherina a protezione delle vie aeree durante il massaggio. ma

L’operatore e il cliente, per tutto il tempo in cui, per l’espletamento della prestazione, devono mantenere una distanza inferiore a 1 metro devono indossare, salvo che sia incompatibile con lo specifico servizio, una mascherina a protezione delle vie aeree (fatti salvi, per l’operatore, eventuali dispositivi di protezione individuale ad hoc come la mascherina FFP2 o la visiera protettiva, i guanti, il grembiule monouso, etc., associati a rischi specifici propri della mansione).

n.d.r. In sostanza no mascherina per il cliente se è incompatibile con il servizio (es. se devo trattare il viso); visiera mascherina FFP2, guanti e grembiule monouso solo se associati a rischi specifici propri della mansione), che non ci sembra ricorrano nei semplici trattamenti dbn.

10.■ Sui lettini per il massaggio, evitare l’uso promiscuo di oggetti e biancheria: la struttura fornisce al cliente tutto l’occorrente al servizio.  La biancheria deve essere lavata con acqua calda (70-90 °C) e normale detersivo per bucato; in alternativa, lavaggio a bassa temperatura con candeggina o altri prodotti disinfettanti.               

11.■ E’ consentito praticare massaggi senza guanti, purché l’operatore prima e dopo ogni cliente proceda al lavaggio e alla disinfezione delle mani e dell’avambraccio e comunque, durante il massaggio, non si tocchi mai viso, naso, bocca e occhi. Tale raccomandazione vale anche in caso di utilizzo di guanti monouso.                 

12.■ In particolare, per i servizi di estetica, per i tatuatori ed i piercers, nell’erogazione della prestazione che richiede una distanza ravvicinata, l’operatore deve indossare la visiera protettiva e mascherina FFP2 senza valvola.            Sì solo per estetisti ecc.

13.■ L’operatore deve procedere ad una frequente igiene delle mani con soluzioni idroalcoliche (prima e dopo ogni servizio reso al cliente) e utilizzare camici/grembiuli possibilmente monouso per gli estetisti. I guanti devono essere diversificati fra quelli utilizzati nel trattamento da quelli usualmente utilizzati nel contesto ambientale.               Sì lavaggio mani      No camici monouso

14.■ Assicurare una adeguata pulizia e disinfezione delle superfici di lavoro prima di servire un nuovo cliente e una adeguata disinfezione delle attrezzature e accessori. Disinfezione delle postazioni di lavoro dopo ogni cliente. Assicurare regolare pulizia e disinfezione dei servizi igienici.                   

15.■ Favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni …...Nei servizi igienici va mantenuto in funzione continuata l’estrattore d’aria.                                                                                        

16.■ La postazione dedicata alla cassa può essere dotata di barriere fisiche (es. schermi); il personale deve indossare la mascherina…... In ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche, eventualmente in fase di prenotazione.                          

Fino a quando? Dal 1° giugno al 14 giugno

Art. 2 (Disposizioni finali) 1. Le disposizioni della presente ordinanza producono i loro effetti dalla data del 1 giugno 2020 e sono efficaci fino al 14 giugno 2020 Resta salvo, per gli aspetti non diversamente disciplinati dalla presente ordinanza, quanto previsto dalle misure adottate con il d.p.c.m. del 17 maggio 2020, anche in riferimento ai protocolli ed alle linee guida da esso allegati o citati.

Entro domani invieremo una informativa approfondita rispetto alle disposizioni per i corsi e le lezioni di gruppo.

p.s. le nostre coperture assicurative Responsabilità Civile Professionale e Tutela Legale ci coprono per tutte le eventualità anche per quel che riguarda la pandemia.

ma sì che si può LAVORARE! Con le giuste cautele

MA SI’ CHE SI PUO’ LAVORARE! CON LE GIUSTE CAUTELE.

Cari soci e amici, ci scusiamo per la tardiva comunicazione ma abbiamo aspettato di veder pubblicato il dcpm 17.05 sulla Gazzetta Ufficiale per poter dare indicazioni sulla base di notizie certe e non anticipazioni, ipotesi o semplici dichiarazioni.

Vi possiamo rassicurare; possiamo lavorare senza troppe complicazioni rispettando il dcpm e le “linee guida della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 16 maggio 2020” (integrato nel decreto del governo)

Il decreto riporta: (art.1 comma gg) le attività inerenti ai servizi alla persona sono consentite a condizione……
Vi sono da fare precisazione importanti, ma essendo abbastanza complesse e immedesimandoci nell’urgenza dei ns. soci di avere indicazioni chiare, semplici e immediate, le riportiamo sotto per una lettura approfondita.
 
Venendo al sodo:
possiamo riprendere il lavoro rispettando le seguenti disposizioni: indichiamo
con un quelle necessarie,
con un No, quelle non obbligatorie
(attenzione: queste sono le indicazioni deliberate dalla Conferenza delle Regioni; alcune regioni hanno rafforzato o attenuato le prescrizioni. conviene controllare anche le ordinanze regionali)
 
a) Predisporre una adeguata informazione                                                                  
    Si tratta di mettere ben in vista all’ingresso le istruzioni utili alle persone che entrano nello
    studio/centro. 
    Dal 19.05 pubblicheremo sul sito un testo che potrete inviare anticipatamente ai vs. clienti per       alcune precauzioni preventive
b) Lavorare su appuntamento e tenere l’elenco dei clienti per 14 giorni                     
c)  Prendere la temperatura del cliente                                                                          No
     Il testo recita“potrà essere rilevata la temperatura impedendo l’accesso in caso di
      temperatura > 37,5°C” quindi non è obbligatorio.      
     Ma potrebbe costituire una salvaguardia per voi
d)  Far entrare un cliente per volta;                                                                               Si
      se ci sono più postazioni mantenere la distanza di un metro tra le postazioni e tra i clienti   
e)   Barriere tra le postazioni                                                                                          No  
      Il testo recita “L’area di lavoro, laddove possibile, può essere delimitata da barriere
      fisiche..” quindi non è un obbligo assoluto.
f)   Mettere a disposizione soluzioni idro-alcoliche (nelle aree)                                     Si
     (quindi in tutte le aree) per l’igiene delle mani dei clienti e degli operatori, con la
      raccomandazione di procedere ad una frequente igiene delle mani. Torniamo alla adeguata
      informazione del punto a)
g)  Eliminare la disponibilità di riviste e materiale informativo di uso promiscuo.       Si
h)  Mascherina a protezione delle vie aeree per tutto il tempo in cui, per l’espletamento della
      prestazione, devono mantenere una distanza inferiore a 1 metro compatibilmente con lo
      specifico servizio,                                                                                                       Sì
     nostra traduzione: solo quando per lo specifico servizio devo stare più vicino di un metro
     devo proteggere le vie aeree con la mascherina. 
     Solo se ci sono rischi specifici propri della mansione, devo usare eventuali dispositivi di
     protezione individuale ad hoc come la mascherina FFP2 o la visiera protettiva, i guanti, il
     grembiule monouso, etc.,)
i)  visiera protettiva e mascherina FFP2 senza valvola                                                 No
     solo in particolare per i servizi di estetica, nell’erogazione della prestazione che richiede una
     distanza ravvicinata,
j)   frequente igiene delle mani con soluzioni idro-alcoliche (tradotto:acqua e alcool) Si
     (prima e dopo ogni servizio reso al cliente)      
k)  utilizzare camici/grembiuli possibilmente monouso                                                  No
     il testo specifica “per gli estetisti” e che i guanti devono essere diversificati fra quelli utilizzati
     nel trattamento da quelli usualmente utilizzati nel contesto ambientale.
l)  Assicurare una adeguata pulizia e disinfezione                                                         Si
     delle superfici di lavoro prima di servire un nuovo cliente e una adeguata disinfezione delle
     attrezzature e accessori. Igienizzazione delle postazioni di lavoro dopo ogni cliente. Assicurare
     regolare pulizia e disinfezione dei servizi igienici.
m)  ricambio d’aria frequente negli ambienti interni                                                    Si
        per gli impianti di condizionamento escludere la funzione di ricircolo dell’aria.
n)  Per incassare i soldi indossare la mascherina                                                          Si
     e avere a disposizione gel igienizzante per le mani   
 
ecco le precisazioni importanti:

-     Nel decreto del 26 aprile si identificava il settore delle attività inerenti servizi alla persona e i parrucchieri, estetisti ecc. erano solo una esemplificazione (Art. 1 comma cc) ….. le attività inerenti servizi alla persona  (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti)

-     Nel decreto del 17 maggio si identifica analogamente il settore attività inerenti ai servizi alle persone dichiarandole consentite (art.1 comma gg) le attività inerenti ai servizi alla persona sono consentite a condizione che le regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello  svolgimento  delle suddette attività con l'andamento  della  situazione  epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee  guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di  contagio  nel settore di riferimento o in settori  analoghi

-    La conferenza delle Regioni, molto grossolanamente, riporta SERVIZI ALLA PERSONA (ACCONCIATORI E ESTETISTI) riportando sotto “le presenti indicazioni si applicano al settore della cura della persona (acconciatori, barbieri, estetisti)” ma poi nel testo definiscono linee guida che sono generali salvo articolarsi in misure specifiche per alcune prescrizioni riservate ai trattamenti estetici.

In sostanza, nel rispetto delle indicazioni è consentita l’attività di servizi alle persone o è consentito solo l'attività di acconciatori ed estetisti? La seconda ipotesi è improbabile, considerando che sarebbe impossibile per le regioni emanare linee guida per tutte le dbn che sono decine e difficilmente circoscrivibili (chi potrebbe limitarne il numero visto che sono professioni non regolamentate, quindi di libera pratica e definizione?)

A controprova e a sostegno di questa interpretazione stanno alcune delibere regionali che precisano che il riferimento a parrucchieri e centri estetici sono a titolo esemplificativo - vedi Regione Lazio che scrive di “attività di servizi della persona (a titolo esemplificativo barbieri, parrucchieri centri estetici, centri tatuatori e piercing)? o la Regione Veneto che esclude espressamente alcune attività (tatuatori e percing);

Abbiamo buoni motivi per affermare che le condizioni sopra elencate siano da applicarsi a tutte le attività di servizio alle persone (salvo quelle espressamente escluse da ordinanze regionali).

 

Per quel che riguarda i corsi: restano vietati

art.1 comma q) sono  sospesi ………… i corsi professionali e  le  attività formative  svolte  da altri enti pubblici,  anche  territoriali  e  locali  e  da  soggetti privati, ferma  in  ogni  caso  la  possibilità di  svolgimento  di attività formative a distanza.
 

Per quel che riguarda le attività collettive: restano vietate....

 art. 1 comma z) sono sospese  le  attività di  centri  benessere,  centri  termali ………, centri culturali, centri sociali.
 

Attenzione! Alcune regioni hanno ammesso alcune attività corsuali…. Vedi le ordinanze della tua regione

Fino a quando?  dalla data del 18 maggio 2020 in sostituzione di quelle del dcpm del 26 aprile 2020 e sono efficaci fino al 14 giugno 2020.

Buon Lavoro!

Claudio Parolin

come chiedere i 600 € all'INPS per le p.iva 1

Caro socio ecco le prime istruzioni:

Chi può richiedere i 600 € :

  1. Chi ha aperto la p.iva prima del 23 febbraio 2020
  2. Chi non è iscritto alla gestione Inps ordinaria (quindi no pensionati o lavoratori dipendenti) ed è iscritto invece alla gestione separata Inps
  3. Chi non riceve il reddito di cittadinanza
  4. A tutti quelli che rientrano nelle condizioni a) e b) qualunque sia il reddito dichiarato negli anni precedenti

Quali sono i tempi:

  1. Il decreto rende disponibile la somma relativa al mese di marzo ’20
  2. Sono previste somme analoghe per i mesi seguenti fino a cessazione delle limitazioni all’attività
  3. La somma è assicurata a tutti coloro che ne hanno diritto e fanno domanda senza limiti di spesa
  4. L’introduzione nel decreto di un limite di spesa di 203,4 milioni di € è una norma tecnica che il governo si è impegnato a sforare in caso di necessità stanziando altri fondi
  5. La somma dovrebbe essere erogata in tempi brevi (comunque entro aprile)
  6. Le disposizioni e il format per presentare la domanda sarà disponibile sul sito dell’ Inps entro la settimana prossima.

Per leggere di più vedi sito

 Non c’è pertanto bisogno di alcuna corsa ad arrivare primi ma è buona cosa preparare tutto ciò che serve in attesa delle disposizioni, ovvero:

  1. Per chi non ha ancora il PIN dell’Inps richiederlo seguendo le istruzioni preparate dal Movimento e visibili al link1

Riceverete via mail o sms i primi 8 caratteri del PIN e riceverete tramite posta altri 8 caratteri (in tutto 16 caratteri) entro 7-10 giorni.

  1. Per chi ha già il PIN deve trasformarlo in PIN dispositivo seguendo istruzioni preparate dal Movimento e visibili al link2

Per far la domanda dei 600 € la settimana prossima occorre il PIN dispositivo.

Attenzione! Pochi minuti fa l’Inps ha emanato una nuova procedura semplificata per la richiesta dei 600€.

Potete usare solo la nuova modalità semplificata illustrata qui di seguito:

La modalità semplificata consente ai cittadini di compilare e inviare le specifiche domande di servizio, previo inserimento della sola prima parte del PIN, ricevuto via SMS o e-mail, dopo averlo richiesto tramite portale o Contact Center. In pratica basterà inserire solo gli 8 caratteri ricevuti subito (entro 12 ore dalla richiesta).

La richiesta del PIN può essere effettuata attraverso i seguenti canali:

  • sito internet www.inps.it, utilizzando il servizio “Richiesta PIN”; con la modalità descritta al link1
  • Contact Center, chiamando il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa), -* oppure 06 164164 (a pagamento da rete mobile).

Una volta ricevute (via SMS o e-mail) le prime otto cifre del PIN, il cittadino le può immediatamente utilizzare in fase di autenticazione per la compilazione e l’invio della domanda on line per le sole prestazioni sopra individuate.

Qualora il cittadino non riceva, entro 12 ore dalla richiesta, la prima parte del PIN, è invitato a chiamare il Contact Center per la validazione della richiesta.

 

Attenzione! Procuratevi il PIN (o almeno i primi 8 caratteri) e aspettate perché non c’è ancora il formulario per compilare e inoltrare la domanda.

Appena l’Inps avrà pubblicato istruzioni e format vi avviseremo e vi daremo il sostegno operativo di cui potrete aver bisogno.

A presto

Claudio Parolin

3 Virus..... Attenti alle ammende!

Cari soci, 3a comunicazione …. in attesa del decreto governativo per il sostegno alle p.iva (doveva uscire venerdì e dovrebbe uscire oggi) di cui vi daremo tempestivamente notizia…… occhio alle ammende che sporcano la fedina penale!

Premessa in sintesi: fate il possibile per non uscire ma se vi capitasse di dover uscire per motivi validi, ovvero:

1)  Per motivi di lavoro (non in ambito dbn come già scritto) deve essere comprovabile in caso di verifica (chiamata in azienda)

2)  Per motivi di salute (tipo sto andando o tornando dal medico o in farmacia per me o per mio figlio minore ecc.) deve essere comprovabile in caso di verifica (chiamata al medico o scontrino della farmacia)

3)  Situazioni di necessità (il più comune è fare la spesa alimentare o di altro indispensabile) deve essere comprovabile il tragitto casa-negozio (non devo essere fuori zona o traiettoria a prescindere dall’essere interno o esterno al comune)

Uscite sempre con una autocertificazione già compilata in tasca (in assenza vi sarà data da chi vi ferma)

Ma la cosa importante è: se vi dovesse capitare di avere contestato, per qualsiasi motivo, la violazione dell’art. 650 del Codice Penale “Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità”, cioè del decreto governativo e vi fosse

           comminata l’ammenda di 206 € non pagate assolutamente

perché l’ammenda è un provvedimento penale sullo stesso piano dell’arresto e della reclusione e viene iscritta nel casellario giudiziario. Pagandola il procedimento è perfezionato e diventa una condanna definitiva.

Avere una condanna definitiva può pregiudicare molte vostre attività future (impieghi, concorsi ecc.)

                                 Cosa fare in questo caso

a) Comunicare i vostri dati corretti (pena incorrere in un altro reato ancora peggiore ovvero l’art. 495 c.p. “falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri” punito con la reclusione da uno a sei anni).

b) Eleggere come luogo per le notifiche la vs. residenza o domicilio (dove siete certi di essere raggiungibili)

c) Non pagare l’ammenda

d) Avvisare il vs. avvocato o l’avvocato d’ufficio che vi sarà assegnato dalle autorità

e) Attendere che vi arrivi la notifica (consegna a mano o in busta verde) che vi darà 15 gg. per fare opposizione

f) Con l’avvocato di fiducia o d’ufficio contestare il provvedimento e chiedere l’oblazione.

g) Una volta ottenuta l’oblazione e pagata la somma il reato viene estinto senza alcuno strascico futuro.

Tutto chiaro?

Tenete conto che, in quanto Soci Ordinari o Benemeriti del Movimento godete della copertura Tutela Legale con le garanzie e modalità già illustrate nella comunicazione 1 del 10 marzo

Se vi capita qualcosa segnalatecelo! Faremo il possibile per esservi vicini e darvi il massimo supporto.

Ma evitate, per quanto possibile, di uscire di casa o di commettere imprudenze…. Innanzitutto per tutelare la salute vostra, dei vostri cari e dell’intera collettività.

Buon non lavoro e buona vita!

Claudio parolin

la professione ai tempi del virus 2

Cari/e soci/e, il Decreto del 12 marzo toglie ogni dubbio per quanto riguarda la possibilità di continuare a prestare i ns. servizi agli utenti.

L’art. 1.3) infatti prescrive:  

Sono sospese le attività inerenti i servizi alla persona (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti) diverse da quelle individuate nell'allegato 2”.

L’allegato 2 riporta i servizi alla persona autorizzati:

SERVIZI PER LA PERSONA

Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia

Attività delle lavanderie industriali

Altre lavanderie, tintorie

Servizi di pompe funebri e attività connesse

Pertanto, a meno che non vogliate diventare lavandai o confezionare le corone funebri, mi sembra certo, al di là di ogni dubbio, che le attività relativi ai servizi alla persona ricompresi nel codice Ateco 960909 Attività di servizi per la persona n.c.a. (non classificabili altrove) che la maggior parte di noi utilizza, o anche ricompresi in eventuali altri codici relativi a servizi alla persona diversi da quelli elencati nell’allegato 2 sopra riportato,

sono sospesi fino al 25 marzo 2020

Se avete dubbi o richieste di approfondimento potete, come sempre, scrivere a presidente@movimentodbn o telefonare allo 0236518340 o al 3774498074.

Vi ribadisco l’importanza che in queste circostanze può assumere, per ogni comportamento che possa generare una denuncia penale nell’ambito dell’attività professionale, della polizza Tutela Legale che è ricompresa nella tessera di socio ordinario e benemerito (vedi comunicazione 1 in fondo).

A presto

Claudio Parolin

la professione ai tempi del virus - 1

Possibilità e divieti coronavirus 1 …. e Tutela Legale in caso di errori.

Cari soci e care socie, molti di voi ci hanno interpellato a proposito delle misure intraprese dal governo in materia di coronavirus.

La preoccupazione comune espressa dai soci è riassumibile nella domanda: posso continuare a lavorare o devo sospendere le attività?

Faccio trattamenti, consulenze e lezioni individuali, con o senza contatto fisico

Posso continuare l’attività?

Premessa: il Movimento Libere Discipline Bio Naturali non ha competenze operative in questo ambito. Sono anche troppi i soggetti che si improvvisano esperti e interpretano i decreti, danno pareri e consigli, indicazioni operative ecc.

Precisiamo che noi non siamo abilitati né tenuti a spiegare, orientare, indirizzare… quindi la prima indicazione è quella di rifarsi alle indicazioni degli organismi competenti, ovvero ai decreti del governo, alle misure delle regioni, alle ordinanze dei comuni. E che una interpretazione autentica la possono dare solo gli organismi esecutivi, ovvero le prefetture e gli assessorati ecc.

Per cui le seguenti note sono solo “riflessioni in famiglia”, analisi dei testi e evidenziazioni finalizzate a mettere in condizione i ns. soci, persone e associazioni, di operare le scelte più funzionali a contemperare le proprie attività con le disposizioni governative. Ma le scelte possono solo essere vostre, sotto la vostra responsabilità.

Comunque la copertura assicurativa Tutela Legale di cui godono i soci ordinari e benemeriti può rivelarsi, anche in questa situazione, preziosa. Lo spieghiamo in fondo al testo.

Facciamo riferimento solo al Decreto 8 marzo 2020 in quanto l’art. 5.3 dello stesso recita “Dalla data di efficacia delle disposizioni del presente decreto cessano  di produrre  effetti i decreti del Presidente  del Consiglio  dei ministri  1 ° marzo e 4 marzo 2020”. Quindi questo decreto abolisce quelli precedenti ma al punto 5.4 aggiunge “resta salvo il potere di ordinanza delle Regioni” (che possono  adottare  ulteriori  misure  di contenimento e gestione  dell'emergenza).

Il decreto 8 marzo è stato integrato il 9 marzo con la seguente disposizione 
"Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi  del  virus
COVID-19 le misure di cui all'art. 1 del decreto del  Presidente  del
Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 sono estese all'intero territorio
nazionale. per cui si applicano all'Italia intera le disposizioni previste 
per la zona arancione.

 

1 Considerazioni per gli operatori/consulenti (in sostanza nel rapporto professionale con un solo utente)

  1. Le indicazioni del decreto non entrano nel merito delle attività svolte in regime di libera professione. Per cui in prima battuta sembrerebbe che l’attività professionale non subisca vincoli. Anche perché la preoccupazione di non danneggiare le “attività produttive” è ribadita in tutte le salse da politici e funzionari. Ma con l’attenzione a contemperare la libera attività professionale con:

nelle zone arancione: ovvero dal 9 marzo in tutta Italia

1a) tra le misure vi è (art.1) quella di “evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo, nonché all'interno dei medesimi”; ma questo sembra superato o superabile grazie alla frase seguente “salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute”. Traduzione: se esco per andare a domicilio o allo studio per un trattamento/consulenza, si tratta di esigenze lavorative” (per i dipendenti le esigenze lavorative sono facili da comprovare, per un libero professionista è meno semplice. Usate l’autocertificazione). Ma il cliente che viene da me non può certo invocare “i motivi di salute” non trattandosi di attività sanitarie; può appellarsi alle “situazioni di necessità” ma non so con quali esiti.  In realtà penso che nessuno fermerà per strada all’interno delle zone arancio un professionista o un cliente per chiedergli il motivo del suo deambulare…… ma in ogni caso è meglio mettersi in movimento con una autocertificazione compilata (è prevista anche la possibilità di compilarla sul posto su un modulo fornito dal pubblico ufficiale che attiva il controllo)

2a) il secondo punto critico penso sia relativo alla questione della distanza di un metro (1,82 metri per i più rigorosi) tra due soggetti che interagiscono. Se questo si può credibilmente rispettare nelle professioni di consulenza (es. naturopata) o di attività corporea individuale autogestita (es. yoga o pilates), diventa impossibile nei trattamenti manuali come shiatsu, tuina, massaggio olistico ecc.). In realtà la misura del metro appare finalizzata a evitare le interazioni nelle situazioni di assembramenti in luoghi aperti al pubblico con l’imperativo di “mantenere il distanziamento sociale” (negozi, bar, supermercati ecc.) poco ragionevoli in una situazione di incontro tra un operatore e un cliente ma queste sono considerazioni nostre discutibili. Ovviamente nessuno è in grado di verificare le attività negli studi o abitazioni private ma, se capitasse un caso ricostruibile di contagio che porta a voi?

3a) l’indicazione di evitare contatti fisici (vedi l’appendice 1 del decreto al punto c) è un elemento ostativo difficilmente superabile nel caso di trattamenti manuali; può essere superato con il rispetto delle altre norme igieniche lavandosi accuratamente le mani prima e dopo il trattamento/massaggio? O utilizzando, nelle pratiche in cui è possibile, guanti sterili monouso? Questo è un punto fortemente critico per i trattamenti manuali che prevedono un contatto.

4a) restano invece un punto fermo il rispetto delle altre norme igieniche contenute nell’appendice 1 del decreto, ovvero: (sintetizzando le indicazioni coerenti con le attività professionali)

a) lavarsi spesso le mani e mettere a disposizione dei clienti soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani

b)  evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie  acute;

c) evitare abbracci e strette di mani (l’indicazione di evitare contatti fisici è un elemento ostativo difficilmente superabile nelle pratiche che prevedono trattamenti manuali)

d) mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro;

e) igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);

f) evitare l'uso promiscuo di bottiglie e bicchieri

g) non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;

h) coprirsi   bocca e naso se si starnutisce o tossisce;

i)  non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;

l)   pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol;

m) usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate.

 

Per indicazioni più dettagliate e aggiornate rispetto le procedure per gli spostamenti sul territorio vedere il Decreto del Ministro dell’Interno

 

Come mi protegge la polizza Tutela Legale? I soci del Movimento in relazione alle possibili denunce penali (ovviamente relativa all'attività DBN) (che cominciano a fioccare) sono coperti dalla polizza Tutela Legale in questo modo:

in caso di violazione o presunta violazione delle disposizioni (art. 650 C.P. “Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità”, punisce chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità con la pena dell’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 206 euro, salvo che il fatto costituisca più grave reato), oppure del art 495 c.p. (falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri punito con la reclusione da uno a sei anni; oppure ancora art. 452 c.p. “Delitti colposi contro la salute pubblica pene tra i 6 mesi e 3 anni)

il socio del Movimento gode di una disponibilità fino a 21.000 € per le spese (avvocati, spese di giudizio, perizie ecc.) connesse ad ogni procedimento con una anticipazione fino a 5.000 €.

Come funziona in pratica?

Esempio: ricevete la notifica di una denuncia (penale in questo caso). Potete scegliere un avvocato di fiducia e anche l’anticipo sarà pagato dall’assicurazione. Se il delitto è colposo (non l’avete fatto apposta, ma per errore, ignoranza, sottovalutazione del rischio ecc.) paga l’assicurazione. Se il delitto è doloso (l’avete fatto apposta, cioè avete commesso un reato volontariamente sapendo di commetterlo) l’assicurazione anticipa ma dopo la condanna dovete restituire le somme anticipate. In pratica sarà un giudice a valutare a) se avete commesso il reato e b) se è colposo o doloso. Nel primo caso tutte le spese sono coperte, nel secondo caso dovrete restituire, dopo la condanna, gli anticipi).

Se avete situazioni particolari e vi serve una parola buona di consolazione, chiamate pure.

A presto

Claudio Parolin

P.S. alcuni soci mi chiedono se è possibile fruire di fondi stanziati dal Governo per il sostegno delle attività economiche. Appena ci saranno provvedimenti certi (decreto approvato e fondi stanziati) vi avviseremo.

Un decreto che dovrebbe prevedere un sostegno alle P.IVA dovrebbe esere emanato venerdì 13 marzo

sentenze CTS - Movimento

Pubblichiamo in questa pagina solo i documenti essenziali per comprendere la vicenda CTS - Movimento Libere DBN

Querele ai danni del Movimento e sentenze dei giudici  

a) Archiviazione Querela CTS

b) Archiviazione Querela Bellesini

c) Delibera Difensore Civico Lombardia

d) Querela CTS

e) Ricorso Tribunale per annullamento sospensioni 

f) Querela Bellesini

 

chi volesse seguire tutta la vicenda trova una documentazione più esauriente nella pagina diatriba CTS

Convegno 15.06.2019 "le DBN sono in crisi?

 

                 

         Movimento Libere Discipline BioNaturali  

                                                                        

              Milano, 15 giugno 2019

Convegno 

“Le Discipline Bio Naturali sono crisi o in evoluzione? Che fare?”

 

Le dbn sono nate nel 2001; 18 anni dopo ci incontriamo per valutarne i cambiamenti come stimolo culturale per la società, come formazione e come professione.

       “Comprendiamo il passato, gestiamo il presente, progettiamo il futuro”

                                    gratuito e aperto a tutti

 

Sala C.A.M. Municipio 1, Corso Garibaldi 27 (MM2 verde fermata Lanza)

 

 

Programma:

Acceso alla sala e registrazione: ore 9,00

ore 9,30 – 11,30: Tavola Rotonda sul tema

“Le DBN sono in crisi? o in evoluzione? Alla ricerca di una strategia comune”.

  Relatori: i presidenti delle maggiori associazioni DBN. Segue dibattito.

   Invieremo agli interessati il dettaglio dei relatori e una anticipazione della relazione introduttiva.

 

ore 11,30 – 12,45: “La comunicazione nelle DBN”

ovvero “Come comunicare con soci, clienti, allievi”

Relatore: Orlando Volpe, docente FIRP, DBN e formatore Comunicazione.

 

È necessario pre-iscriversi per i posti limitati: potete manifestare il vs. interesse e avere informazioni a indirizzando la richiesta a: seminari@movimentodbn.com  

oppure telefonando al 0236518340 - 3774498074

 

                                    &&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&&

 

Nel pomeriggio, ore 14,15 – 15,30: “la gestione delle associazioni-scuole”

Ovvero: “le alternative di strutturazione delle associazioni che erogano formazione”

Relatore Vittorio Andreoni, commercialista consulente del Movimento Libere DBN.

Ingresso gratuito: per informazioni seminari@movimentodbn.com  ; 0236518340 - 3774498074

lo yoga non è uno sport

lo Yoga non è uno sport

Il 20 dicembre 2016, il Consiglio Nazionale del CONI, vista la delibera in pari data della Giunta Nazionale, "ritenendo che il CONI debba adottare ogni misura tesa alla corretta individuazione dei soggetti che, riconosciuti ai fini sportivi, usufruiscono di trattamenti fiscali e previdenziali agevolati e per eliminare fenomeni di elusione, purtroppo, emersi in fase di verifiche successive,

ha deliberato:

- che l’iscrizione al Registro delle associazioni e società sportive dilettantistiche del CONI sia conseguita esclusivamente con riferimento alla pratica delle discipline sportive di cui all’apposito elenco allegato alla delibera;

- di fissare al 1° marzo 2017 il termine ultimo per tutti gli adeguamenti informatici … nonché di emanare i dettagli attuativi nonché di cancellare le iscrizioni non supportate dallo svolgimento delle discipline sportive in elenco.

Tutta la storia:

Prima Puntata dicembre 2016

Lo yoga era compreso tra le discipline sportive fino al 20.12 .2016. Poi il CONI lo ha depennato assieme ad altre pratiche non agonistiche.

Riportiamo brani della delibera della Giunta e del Consiglio Nazionale.

Come potete leggere le delibere sono molto chiare e non lasciano dubbi interpretativi

Il Consiglio Nazionale del Coni “DELIBERA che l’iscrizione al Registro delle associazioni e società sportive dilettantistiche che vale il riconoscimento ai fini sportivi del CONI sia conseguita esclusivamente con riferimento alla pratica delle discipline sportive di cui all’allegato elenco.

Di fissare al 1° marzo 2017 il termine ultimo per tutti gli adeguamenti informatici necessari agli organismi sportivi per la trasmissione dei dati nonché per le attività di bonifica conseguenti alla presente deliberazione, sulle attuali iscrizioni al Registro, dando mandato al Segretario Generale di definire ed emanare i dettagli attuativi nonché di cancellare le iscrizioni non supportate dallo svolgimento”.

 

Nell’elenco lo yoga non c’è più. Non ci sono più anche altre discipline come pilates ecc.

Chiariamo il meccanismo che tutela i soci delle ASD; il CONI riconosce gli Enti di Promozione Sportiva (tipo UISP, CSEN ecc.) e le Federazioni Sportive che a loro volta iscrivono le Associazioni Sportive Dilettantistiche e i loro soci.

Ma: "La Giunta ha “RITENUTO che il CONI, alla luce del proprio ruolo di unico organismo certificatore" dell’effettiva attività sportiva svolta dalle società e dalle associazioni sportive dilettantistiche … non possa consentire che la propria certificazione … non sia suffragata dallo svolgimento di discipline sportive ufficialmente riconosciute e codificate ….. dell’elenco delle Discipline Sportive allegato ecc.”

   Sembra evidente, alla luce di quanto deliberato dal CONI che:

  1. Le ASD sono abilitate a praticare le discipline sportive e in questo caso le coperture assicurative per i partecipanti sono operative (ovviamente nei limiti delle clausole, massimali, franchigie ecc. che in genere non sono, nel caso degli EPS, particolarmente efficaci).
  2. Per le altre pratiche non sportive, svolte collateralmente negli stessi spazi, né la palestra, né le associazioni, né gli istruttori e tantomeno i partecipanti sono coperti dalle assicurazioni finalizzate alle attività sportive.
  3. Che gli istruttori di attività non sportive (ovvero non iscritte nell'elenco del CONI, unico documento che fa testo) non possano usufruire dei trattamenti fiscali e previdenziali agevolati che sono riservati agli "istruttori di discipline sportive in preparazione di un evento agonistico"

Quindi i pagamenti ad istruttori di yoga e in genere operatori/consulenti di discipline affini non possono rientrare nelle indennità, rimborsi, premi e compensi che godono delle esenzioni.

 

Seconda puntata maggio-ottobre 2017

Ma Federazioni Sportive e E.P.S. non si rassegnano a perdere decine di migliaia di iscritti e fanno pressioni sul Coni per far rientrare dalla finestra quel che è uscito dalla porta, ognuna con artifici fantasiosi che possano creare una situazione di confusione sufficiente a continuare a raccogliere tessere.

Solo alcuni esempi: la Federazione Italiana Pesistica inserisce lo yoga nell'attività preparatoria diramando affermazioni del genere "dal CONI mi riferiscono quanto segue: Il CONI non ha effettuato nessuna delibera per il riconoscimento dello YOGA, ma ha dato il via libera alla FIPE di  inserire nella propria federazione lo Yoga stesso pertanto di fatto (?!?) il CONI attualmente riconosce le discipline olistiche."

"di fatto... riconosce" ? ma quando mai!

Alcune perle: titolo "Lo Yoga è stato riconosciuto dal CONI mediante la FIPE e inserito nella cultura fisica".

Il 21/05/2017 la Fipe delibera che:

"la Cultura Fisica si esplica nei seguenti termini:
1) Ambito Oggettivo
– Attività con attrezzi (pesi liberi o macchine): finalizzata allo sviluppo della massa muscolare con obiettivi diversi a seconda della disciplina sportiva o dello stato di fitness;
Attività a corpo libero, (sia seguendo i principi del calistenico, dello yoga, del Pilates, dello Stretching e dell’Allenamento in Sospensione), considerato un sovraccarico in funzione della angolazione che il corpo ha rispetto alla base di appoggio utilizzata durante l’esercizio o allo stato di tensione muscolare
  ........... "

All'intelligenza di tutti comprendere i salti mortali, indeterminatezza, la pretestuosità di posizioni di questo tipo.

Altre federazioni e EPS compiono operazioni simili; poi seguono riconversioni di attestati, ridefinizioni di competenze bla, bla, bla ecc. che in realtà non chiariscono nulla e non incidono assolutamente per quanto riguarda il regime fiscale ma contribuiscono a far credere che tutto possa continuare come prima.

 

Terza Puntata gennaio 2018

Il Coni stesso che si presta a alimentare questa cortina fumogena; dopo numerose dichiarazioni pubbliche dello stesso Presidente Malagò che vengono spesso riportate dai giornali come "reinserimento dello Yoga nel Coni", pubblica sul sito un comunicato in data 4 gennaio 2018 che recita:

"Il CONI - in merito alle richieste di chiarimento pervenute relativamente al riconoscimento dello yoga come disciplina sportiva ammissibile per l’iscrizione al Registro delle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche - precisa che, nonostante non sia disciplinato da nessuna Federazione Internazionale riconosciuta dal CIO, si è attivato facendo in modo che alcune Federazioni Sportive Nazionali, tra cui la Federginnastica e la Federpesistica, considerino lo yoga come “attività propedeutica” alle discipline di competenza."

Cosa dice in sostanza?

a) che nessuna Federazione internazionale e neanche il C.I.O. (Comitato Olimpico Internazionale) ci pensano proprio a inserire lo Yoga tra gli sport (penso che gli indiani si incazzerebbero alquanto);

b) che il Coni ha fatto, nonostante questo, in modo che alcune federazioni (solo italiane) considerino lo yoga come "attività propedeutica", senza reinserirlo nell'elenco degli sport.

Quindi yoga, pilates ecc. non state reinseriti nell'elenco del Coni; quindi non possono essere considerate attività sportive

Tutto questo polverone cambia qualcosa rispetto le agevolazioni fiscali e alle coperture assicurative? No!

Perché resta il fatto che:

a) il Coni continua a riconoscere le attività sportive in base all'inserimento nell'elenco del dicembre 2016.

b) la normativa limita i benefici alle discipline sportive riconosciute dal Coni mediante il citato elenco.

Per cui rispetto alla situazione del dicembre 2016 non è cambiato nulla... a meno che: non cambi nome e non sia più yoga, pilates ecc.. Qualcuno propone di mascherarlo chiamandolo:

 “Attivita’ sportiva ginnastica finalizzata alla salute ed al fitness"

Ma quanti sono gli insegnanti di Yoga (maestri?) in questo caso disponibili a declassare la "via evolutiva indiana" praticata cambiando il nome in “Attivita’ sportiva ginnastica finalizzata alla salute ed al fitness" solo per eludere il fisco? Spero pochi!

Ma è un tentativo tanto degradante quanto inutile perché, come scrive una rivista specializzata (turismo e fisco):

".. non sarà possibile per attività di tipo Yoga, Pilates, Shiatsu, Zumbafitness, Crossfit iscriversi scegliendo la disciplina n°117 (“Attivita’ sportiva ginnastica finalizzata alla salute ed al fitness) oppure per Le attività di Soft Air e Paintball iscriversi sotto la categoria del Tiro Dinamico Sportivo .

E’ solo un esempio di come la giusta attenzione possa evitare una Ispezione Fiscale o previdenziale con eventuale contestazione dell’uso del regime dei 7.500€ (oggi 10.000 n.d.r.) in considerazione del fatto che la ASD possa non aver riportato nello Statuto, nel proprio regolamento o nella gestione della attività esercitata, l’esatta definizione corrispondente alla disciplina prevista dall’elenco specifico del CONI."

Con buona pace dei "furbi" e degli evasori.

Concludendo:

Il settore sportivo e il settore DBN sono e restano due settori distinti e non sovrapponibili, nonostante i tentativi degli E.P.S. di creare confusioni e frammistioni per acquisire tessere, estendendo la propria “presunta” competenza anche al di fuori dell’ambito sportivo

Per cui:

a) le polizze che coprono le attività sportive dilettantistiche non coprono le dbn e viceversa.

b) le agevolazioni fiscali previste per gli istruttori che operano in ambito sportivo dilettantistico non posso essere utilizzate dagli operatori/consulenti/insegnanti che operano in ambito dbn e comunque in genere in ambito non sportivo.

 

Il Movimento Libere Discipline Bio Naturali è nato per valorizzare le DBN anche fornendo consulenza e supporto sia agli enti (associazioni, società, cooperative ecc.), sia alle persone (operatori, consulenti, istruttori, docenti ecc.), sia ai partecipanti alle attività per la pratica delle DBN; non si occupa di attività sportive.

Il Movimento Libere Discipline Bio Naturali ha approntato strumenti e servizi idonei a permettere a quanti operano in ambito DBN di svolgere una attività corretta e sicura (vedi www.movimentodbn.com) con spese minime e alta qualità delle prestazioni.

 

Comunicazione n° 2

Nuovi servizi per gli operatori e coperture assicurative

Nuovi servizi per gli operatori (consulenza, contabilità, finanziamenti, previdenza ecc.)

Le migliori coperture assicurative RCT-RCProfessionale, Infortuni, Tutela Giudiziaria.

 

Valorizzare le DBN vuol dire anche sostenere gli Operatori, le Scuole, le Associazioni mettendo a disposizione servizi di ottima qualità ai costi minimi, senza fare ricarichi o creste sui costi reali.

Per questo il Movimento Libere DBN ha:

  • stipulato con la Unipol 3 coperture assicurative uniche nel settore per l’ampiezza delle coperture e l’esiguità dei costi (40 € per RCT- RCOdipendenti - RCProfessionale; 12 € per Infortuni; 6 € per Tutela Giudiziaria). N.B. E’ impossibile trovare una reale RCProfessionale a costi abbordabili; le Associazioni Professionali in genere offrono solo una RCT.

Per saperne di più http://www.movimentodbn.com/polizze



  • stipulato con Italia Professioni una convenzione per trasferire ai ns. soci a costi ridotti tutti i servizi forniti dalla Confcommercio:

Per saperne di più http://www.movimentodbn.com/servizi/presentazione-ip/view



  • Assistenza e consulenza in campo legale, fiscale, tributario, del lavoro e sindacale

Per saperne di più http://www.movimentodbn.com/servizi/presentazione-ip/view



  • Gestione contabile completa per partite IVA (regime minimi e altre) a costi ridotti

Per saperne di più http://www.movimentodbn.com/servizi/assistenza-amministrativa/view



  • Linee di credito per Investimenti produttivi e Sostegno alla liquidità per i professionisti (immobili, ristrutturazioni, acquisto auto ecc.; anticipazioni, pagamento TFR e tasse ecc.) con banche convenzionate a tassi minimi (es. 4,5%)

Per saperne di più http://www.movimentodbn.com/servizi/assistenza-finanziaria/view



  • Cassa mutua integrativa per il professionista e la famiglia.

Per saperne di più http://www.movimentodbn.com/servizi/assistenza-sanitaria-integrativa/view



  • Assistenza previdenziale

Per saperne di più http://www.movimentodbn.com/servizi/assistenza-previdenziale/view

E inoltre: convenzioni commerciali, viaggi, aggiornamenti e altro ancora.

Attenzione: la struttura territoriale della Confcommercio rende necessari accordi su base provinciale; per ora la Convenzione è limitata alle provincie di Milano, Monza-Brianza e Lodi. Se vivi in altre zone, segnalaci le tue esigenze che prenderemo contatto con le Confcommercio locali per estendere la convenzione alla provincia di tuo interesse.

 

Come funziona? In pratica il socio ordinario del Movimento (12 € + 58 € di coperture assicurative) e il socio sostenitore del Movimento Libere DBN ( 15 € ) possono usufruire dei servizi di Italia Professioni sottoscrivendo una tessera di 50 € (invece dei 130 € pagati dai comuni mortali). È una scelta addizionale che il socio può operare se e quando è interessato a uno o più servizi di Confcommercio.

1° Esempio: se un operatore ha bisogno di 20.000 € per aprire lo studio, comprare l’auto, ristrutturare il centro ecc. (o anche per pagare le tasse o far fronte i debiti ecc.), può, grazie alla tessera del Movimento (15 €) e alla tessera di Italia Professioni (50 €) ottenere una linea di credito da una banca convenzionata al tasso del 4,5%. (Vedi sul sito del Movimento http://www.movimentodbn.com/servizi/assistenza-finanziaria/view). In pratica con 65 € può risparmiare, rispetto ai tassi correnti, alcune migliaia di euro. E magari avere un contributo, per investimenti produttivi, dalla CCIAA a fondo perso.

2° Esempio: l’operatore può avere l’apertura della partita IVA e la gestione contabile completa a 64,32 € al mese (+IVA). Vedi http://www.movimentodbn.com/servizi/assistenza-amministrativa/view

La consulenza legale, fiscale, sindacale ecc., fornita dagli esperti della Confcommercio, è gratuita per tutti i soci Movimento/Italia Professioni negli orari d’ufficio con un numero dedicato.

  • Il Movimento sostiene anche l’attività delle scuole e associazioni divulgando gratuitamente le attività culturali e formative degli Enti Affiliati (l’affiliazione è gratuita). Ecco le prime:



  1. L’Accademia Orobica Shiatsu e DBN propone un seminario di shiatsu stile Namikoshi, metodo Palombini tenuto da Fulvio Palombini nel mese di Novembre http://www.movimentodbn.com/enti-affiliati/accademia-orobica-arti-orientali.

  2. L’ Istituto Orientale Medicina Energetica, nuova affiliata, propone un corso QI GONG “Arte di Lunga Vita” con i Maestri Xu Zaixing e M.Rubino con pratica settimanale gratuita. http://www.iomeitalia.org/Corsi/QiGongCalendario.aspx

  3. L’ Accademia Siciliana Shiatsu propone un nuovo metodo per essere leggero e consapevole:  “Propriocettivity”, a Roma e a Palermo  - http://accademiasicilianashiatsu.it/?p=1160

  4. Il centro Accademia DBN di Siracusa propone un corso di Formazione Istruttori Yoga Gravidanza http://www.movimentodbn.com/enti-affiliati/accademia-discipline-bio-naturali

Per le altre proposte degli enti affiliati entra nel sito www.movimentodbn.com e vai alla pagina Enti affiliati. Vedi http://www.movimentodbn.com/enti-affiliati

Concludendo: per ogni informazione relativa al Movimento Libere DBN, scrivi a info@movimentodbn.com

per le iscrizioni a segreteria@movimentodbn.com, per tutto il resto a presidente@movimentodbm.com ;

puoi anche telefonare al n° 3774498074

 

Claudio Parolin

 

nella prossima comunicazione: come orientarsi nel “casino” delle certificazioni, attestazioni, registrazioni ecc. prontuario pratico per scegliere……

Comunicazione n° 1

E' nato il Movimento Libere Discipline Bio Naturali
Comunicazione n° 1

logo DBN

E’ nato il Movimento Libere Discipline Bio Naturali

Per un concreto sostegno alla tua pratica amatoriale e al tuo lavoro professionale

Per un nuovo stimolo alla “vitalità” della “Cultura della Vitalità”


 

 Cosa ti serve per lavorare serenamente senza “incidenti” pericolosi, sgradevoli e costosi?

        3 coperture assicurative “totali” al miglior costo!

    Con meno di 6 € al mese il Movimento ti garantisce da ogni rischio professionale alle migliori condizioni:

  1. Responsabilità Civile Terzi, Dipendenti e Professionale

  2. Tutela Legale

  3. Infortuni

Vedi l’allegato coperture assicurative per te e per la tua associazione (copre tutti i praticanti, studenti, diplomati, professionisti, associazioni)

Ma perché dovrei assicurarmi? Leggi sotto!

  1. Quali altri servizi ti servono per poter svolgere al meglio (e al minor costo) la tua attività?

Servizi amministrativi, fiscali, finanziari, previdenziali, mutualistici, di consulenza per i tuoi problemi e dubbi quotidiani? Il Movimento ti metterà a disposizione i migliori servizi alle migliori condizioni. Potrai scegliere tu quali servizi ti servono e pagherai solo quelli.

  1. Cosa serve alle DBN e alle associazioni che promuovono, sostengono, tutelano le DBN e agli operatori che vogliono aggiornarsi?

Una divulgazione gratuita in rete di tutte le iniziative culturali e formative in DBN che rompano gli steccati tra le “parrocchie” e diano impulso alla “Cultura della Vitalità”; di ogni informazione utile a praticanti, professionisti, studiosi, utenti.

Su questo sito tutte le associazioni affiliate e le persone seriamente interessate a far conoscere e far crescere la cultura e la tecnica nelle DBN potranno pubblicare gratuitamente informazioni utili a tutti.

  1. Cosa serve alle DBN per affermarsi sul piano politico e istituzionale e garantire la “libertà di pratica” dei cultori “seri” delle DBN?

Una iniziativa culturale e politica a livello regionale, nazionale ed europeo che affermi il settore DBN tutelandolo dalle “invasioni di campo” da parte delle professioni regolamentate (estetiste, fisioterapisti ecc.). Tutelando le leggi regionali e provinciali esistenti (Lombardia, Toscana e Trento) e attivandosi per renderle operative dove stentano a decollare; promuovendole nelle regioni in cui c’è un gruppo locale interessato a portare avanti l’iniziativa (Sicilia, Puglia, Piemonte ecc.); confederando le regioni coinvolte per una legge nazionale ecc…..

Ti alleghiamo il Manifesto programmatico del Movimento Libere DBN.

Oggi Sviluppiamo il punto A), ovvero le coperture assicurative. Ma servono davvero?

Chi scrive opera nell’ambito DBN (operatore shiatsu) da quasi 40 anni e non ha mai avuto nessun tipo di problema, ma ne ha viste di tutti i colori; alcuni esempi:

  1. Un cliente, alcuni giorni dopo un trattamento, accusa dolori alla schiena e sostiene che sono stati causati dal trattamento e intenta una causa con spese legali e periziali.

  2. Un fisioterapista invidioso sollecita una visita dei Carabinieri (NAS) o dei Vigili Urbani che denunciano l’operatore per abuso di pratica medica

  3. Un professionista/imprenditore chiede i danni patrimoniali per una presunta inabilità al lavoro connessa con un intervento maldestro dell’operatore.

In tutti questi casi il socio del Movimento deve solo segnalare il fatto al Movimento. Poi può dimenticarsi del problema che sarà trattato e risolto dall’assicurazione. Un numero di telefono fisso (0236518340) e un cellulare (3774498074) sempre attivi ti permettono un contatto diretto con il Movimento.

Una tranquillità che vale bene i 6 € al mese di tessera ordinaria (o benemerita per gli enti).

Se sei interessato, trovi, cliccando si "Polizze" i testi completi delle coperture assicurative; potrai verificare l’eccezionale qualità delle coperture che il Movimento garantisce ai propri soci.

Se non sei assicurato, è l’occasione per farlo.

Se hai già una assicurazione, leggi attentamente le condizioni assicurative e confrontale con le nostre.

N.B. Molte associazioni non forniscono le copie integrali delle polizze, ma solo un prospetto riassuntivo sia per mascherare i costi, sia per non dare visione delle clausole peggiorative. Pretendi le copie integrali.

In allegato troverai un solo prospetto sintetico, ma nella massima trasparenza sul nostro sito troverai:

  1. Le polizze integrali

  2. I premi pagati dal Movimento

  3. Le Condizioni Generali di Assicurazione

Nella prossima comunicazione, presenteremo gli altri servizi.

Se vuoi altre informazioni info@movimentodbn.com, oppure telefonando allo 02.36518340 o al cellulare 3774498074.

Se vuoi commentare, proporre, deprecare, dissentire, richiedere altri servizi ecc. pubblicamente puoi farlo sul blog farmovimento.mondoshiatsu.com.

Milano, 30 aprile 2014
Claudio Parolin