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ma sì che si può LAVORARE! Con le giuste cautele

MA SI’ CHE SI PUO’ LAVORARE! CON LE GIUSTE CAUTELE.

Cari soci e amici, ci scusiamo per la tardiva comunicazione ma abbiamo aspettato di veder pubblicato il dcpm 17.05 sulla Gazzetta Ufficiale per poter dare indicazioni sulla base di notizie certe e non anticipazioni, ipotesi o semplici dichiarazioni.

Vi possiamo rassicurare; possiamo lavorare senza troppe complicazioni rispettando il dcpm e le “linee guida della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 16 maggio 2020” (integrato nel decreto del governo)

Il decreto riporta: (art.1 comma gg) le attività inerenti ai servizi alla persona sono consentite a condizione……
Vi sono da fare precisazione importanti, ma essendo abbastanza complesse e immedesimandoci nell’urgenza dei ns. soci di avere indicazioni chiare, semplici e immediate, le riportiamo sotto per una lettura approfondita.
 
Venendo al sodo:
possiamo riprendere il lavoro rispettando le seguenti disposizioni: indichiamo
con un quelle necessarie,
con un No, quelle non obbligatorie
(attenzione: queste sono le indicazioni deliberate dalla Conferenza delle Regioni; alcune regioni hanno rafforzato o attenuato le prescrizioni. conviene controllare anche le ordinanze regionali)
 
a) Predisporre una adeguata informazione                                                                  
    Si tratta di mettere ben in vista all’ingresso le istruzioni utili alle persone che entrano nello
    studio/centro. 
    Dal 19.05 pubblicheremo sul sito un testo che potrete inviare anticipatamente ai vs. clienti per       alcune precauzioni preventive
b) Lavorare su appuntamento e tenere l’elenco dei clienti per 14 giorni                     
c)  Prendere la temperatura del cliente                                                                          No
     Il testo recita“potrà essere rilevata la temperatura impedendo l’accesso in caso di
      temperatura > 37,5°C” quindi non è obbligatorio.      
     Ma potrebbe costituire una salvaguardia per voi
d)  Far entrare un cliente per volta;                                                                               Si
      se ci sono più postazioni mantenere la distanza di un metro tra le postazioni e tra i clienti   
e)   Barriere tra le postazioni                                                                                          No  
      Il testo recita “L’area di lavoro, laddove possibile, può essere delimitata da barriere
      fisiche..” quindi non è un obbligo assoluto.
f)   Mettere a disposizione soluzioni idro-alcoliche (nelle aree)                                     Si
     (quindi in tutte le aree) per l’igiene delle mani dei clienti e degli operatori, con la
      raccomandazione di procedere ad una frequente igiene delle mani. Torniamo alla adeguata
      informazione del punto a)
g)  Eliminare la disponibilità di riviste e materiale informativo di uso promiscuo.       Si
h)  Mascherina a protezione delle vie aeree per tutto il tempo in cui, per l’espletamento della
      prestazione, devono mantenere una distanza inferiore a 1 metro compatibilmente con lo
      specifico servizio,                                                                                                       Sì
     nostra traduzione: solo quando per lo specifico servizio devo stare più vicino di un metro
     devo proteggere le vie aeree con la mascherina. 
     Solo se ci sono rischi specifici propri della mansione, devo usare eventuali dispositivi di
     protezione individuale ad hoc come la mascherina FFP2 o la visiera protettiva, i guanti, il
     grembiule monouso, etc.,)
i)  visiera protettiva e mascherina FFP2 senza valvola                                                 No
     solo in particolare per i servizi di estetica, nell’erogazione della prestazione che richiede una
     distanza ravvicinata,
j)   frequente igiene delle mani con soluzioni idro-alcoliche (tradotto:acqua e alcool) Si
     (prima e dopo ogni servizio reso al cliente)      
k)  utilizzare camici/grembiuli possibilmente monouso                                                  No
     il testo specifica “per gli estetisti” e che i guanti devono essere diversificati fra quelli utilizzati
     nel trattamento da quelli usualmente utilizzati nel contesto ambientale.
l)  Assicurare una adeguata pulizia e disinfezione                                                         Si
     delle superfici di lavoro prima di servire un nuovo cliente e una adeguata disinfezione delle
     attrezzature e accessori. Igienizzazione delle postazioni di lavoro dopo ogni cliente. Assicurare
     regolare pulizia e disinfezione dei servizi igienici.
m)  ricambio d’aria frequente negli ambienti interni                                                    Si
        per gli impianti di condizionamento escludere la funzione di ricircolo dell’aria.
n)  Per incassare i soldi indossare la mascherina                                                          Si
     e avere a disposizione gel igienizzante per le mani   
 
ecco le precisazioni importanti:

-     Nel decreto del 26 aprile si identificava il settore delle attività inerenti servizi alla persona e i parrucchieri, estetisti ecc. erano solo una esemplificazione (Art. 1 comma cc) ….. le attività inerenti servizi alla persona  (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti)

-     Nel decreto del 17 maggio si identifica analogamente il settore attività inerenti ai servizi alle persone dichiarandole consentite (art.1 comma gg) le attività inerenti ai servizi alla persona sono consentite a condizione che le regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello  svolgimento  delle suddette attività con l'andamento  della  situazione  epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee  guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di  contagio  nel settore di riferimento o in settori  analoghi

-    La conferenza delle Regioni, molto grossolanamente, riporta SERVIZI ALLA PERSONA (ACCONCIATORI E ESTETISTI) riportando sotto “le presenti indicazioni si applicano al settore della cura della persona (acconciatori, barbieri, estetisti)” ma poi nel testo definiscono linee guida che sono generali salvo articolarsi in misure specifiche per alcune prescrizioni riservate ai trattamenti estetici.

In sostanza, nel rispetto delle indicazioni è consentita l’attività di servizi alle persone o è consentito solo l'attività di acconciatori ed estetisti? La seconda ipotesi è improbabile, considerando che sarebbe impossibile per le regioni emanare linee guida per tutte le dbn che sono decine e difficilmente circoscrivibili (chi potrebbe limitarne il numero visto che sono professioni non regolamentate, quindi di libera pratica e definizione?)

A controprova e a sostegno di questa interpretazione stanno alcune delibere regionali che precisano che il riferimento a parrucchieri e centri estetici sono a titolo esemplificativo - vedi Regione Lazio che scrive di “attività di servizi della persona (a titolo esemplificativo barbieri, parrucchieri centri estetici, centri tatuatori e piercing)? o la Regione Veneto che esclude espressamente alcune attività (tatuatori e percing);

Abbiamo buoni motivi per affermare che le condizioni sopra elencate siano da applicarsi a tutte le attività di servizio alle persone (salvo quelle espressamente escluse da ordinanze regionali).

 

Per quel che riguarda i corsi: restano vietati

art.1 comma q) sono  sospesi ………… i corsi professionali e  le  attività formative  svolte  da altri enti pubblici,  anche  territoriali  e  locali  e  da  soggetti privati, ferma  in  ogni  caso  la  possibilità di  svolgimento  di attività formative a distanza.
 

Per quel che riguarda le attività collettive: restano vietate....

 art. 1 comma z) sono sospese  le  attività di  centri  benessere,  centri  termali ………, centri culturali, centri sociali.
 

Attenzione! Alcune regioni hanno ammesso alcune attività corsuali…. Vedi le ordinanze della tua regione

Fino a quando?  dalla data del 18 maggio 2020 in sostituzione di quelle del dcpm del 26 aprile 2020 e sono efficaci fino al 14 giugno 2020.

Buon Lavoro!

Claudio Parolin